Karen e Wilhelm

“Avevo una fattoria in Africa, ai piedi delle colline Ngong…” Ngong era la “casa dell’anima, la casa del cuore.” Lì, tra l’azzurro, il verde e i leoni, Karen Blixen conosceva la vera vita.
Più leggo Karen Blixen e più mi rendo conto di quanto sia una figura complessa e vasta nella sua scrittura.
Nata nel 1885 nel Rungstedlund, a quindici miglia a nord di Copenaghen, Karen cresce in una grande tenuta della sua famiglia.
Suo padre, Wilhelm Dinesen, combatte nella guerra prussiano-danese nel 1864, è reporter e scrittore (il suo stile di scrittura è vivace e fresco, molto impegnato) e ama la vita attiva, all’aria aperta. Vivrà anche negli Stati Uniti, tra gli indiani del Nord America, per tre anni in una foresta primordiale, un lembo estremo di libertà.
Nel 1895, quando Karen ha dieci anni, Wilhelm si suicida e lascia sola la moglie a crescere i loro cinque figli.
Anche se Karen sapeva poco di suo padre, ha spesso affermato di identificarsi con lui e con il suo spirito avventuroso. C’è inoltre da aggiungere che il suo talento narrativo ha influenzato profondamente l’immaginazione di Karen.
In Kenya Karen Blixen trovò l’Eden che suo padre aveva sognato e di cu aveva letto nei Greci. Là doveva vivere, tra le belve e gli uccelli rapaci: là guardava la natura dritto negli occhi, là incontrava il leone a cui avrebbe voluto assomigliare.